Persistenza del trattamento con inibitori sottocutanei del TNF-alfa in Francia

Le malattie reumatiche immuno-mediate (immune-mediated rheumatic disease, IMRD), comprendenti l’artrite reumatoide (AR), l’artrite psoriasica (APs) e la spondilite anchilosante (SA), sono patologie croniche gravi e invalidanti in reumatologia. Le bioterapie quali gli inibitori sottocutanei del tumor necrosis factor (sc-TNFi) hanno trasformato la gestione delle malattie reumatoidi. Pochissimi studi hanno valutato la persistenza del trattamento con tutti e quattro i sc-TNFi per le IMRD in un contesto europeo.

All’ACR 2016, Manon Belhassen (PELyon, Pharmacoepidemiologie Lyon, Francia) e coll. hanno presentato uno studio il cui obiettivo è stato quello di descrivere la persistenza del trattamento in un contesto del mondo reale, in pazienti con diagnosi di IRMD, che hanno iniziato il trattamento con un sc-TNFi in Francia e che erano naïve alle bioterapie (sottocutanea o endovenosa) negli ultimi 18 mesi.

Il database del Système National d’Information Inter-régime [sistema di condivisione delle informazioni per lo schema dell’assicurazione sanitaria nazionale francese] (SNIIR-AM) elenca tutto il consumo di assistenza sanitaria dei pazienti ambulatoriali e dei pazienti ricoverati per soggetti coperti dallo schema di assicurazione sanitaria generale. Utilizzando i dati di richieste di indennizzo francesi, i pazienti sono stati inclusi nello studio attraverso lo stato di malattia a lungo termine (Long Term Disease, LTD) e il ricovero ospedaliero, sulla base dei codici ICD-10. L’identificazione dell’AR si è basata sui codici ICD-10 M05, M06, M08.0, M08.2, M08.4 e M13. Per la SA, l’identificazione si è basata sui codici ICD-10 M08.1, M08.8, M08.9, M45, M46 e M14, e l’identificazione di APs si è basata sui codici ICD-10 M07 e M09. I pazienti venivano poi identificati attraverso la prescrizione completa per adalimumab (ADA), etanercept (ETA), certolizumab pegol (CZP) e golimumab (GLM) tra il 1° luglio 2012 e il 31 dicembre 2013 (Tabella 1). La persistenza veniva valutata a 3, 6 e 12 mesi e stimata utilizzando l’analisi di Kaplan Meier.

Belhassen e coll. hanno identificato in totale 4750 pazienti con AR, 5735 con SA e 1244 con APs. Per la coorte complessiva dei pazienti naïve alle IMRD, i confronti nell’arco di 12 mesi hanno mostrato che la persistenza risultava differente tra i quattro sc-TNFi, con tassi di persistenza pari al 59,1% per CZP, al 56,4% per ETA, al 57,2% per ADA e al 60,2% per GLM (p = 0,0004). Per la coorte AR (p < 0,0983) i tassi di persistenza risultavano essere pari al 60,3% per CZP al 60,9% per ETA, al 62,2 % per ADA e al 63,8% per GLM (Tabella 2, Figura 1). Per SA (p < 0,0001) i tassi di persistenza risultavano essere pari al 52,7% per ETA, al 54,6% per ADA e al 58,9% per GLM (Tabella 3, Figura 2). Per APs, i tassi di persistenza risultavano essere pari al 52,5% per ETA, al 57,8% per ADA e al 55,9% per GLM (p = 0,2014) (Tabella 4, Figura 3). Per SA e APs la grandezza del campione di analisi della coorte CZP era troppo piccola per stimare le curve di Kaplan-Meier.

Gli autori hanno concluso sottolineando che, nel loro lavoro, i tassi di persistenza osservati in pazienti naïve variavano sulla base dei sc-TNFi, con differenze significative per le coorti complessive e SA. E che tali risultati sembrano corrispondere ad altri risultati recentemente pubblicati in letteratura.


Fonte:
Belhassen M, Hudry C, Woronoff MC,et al. Treatment Persistence with Subcutaneous TNF-Alpha Inhibitors in France [abstract]. Arthritis Rheumatol. 2016; 68 (suppl 10).


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