L’infelicità è collegata con outcome peggiori per i pazienti con spondilite anchilosante e aumentata limitazione nelle attività della vita quotidiana – Risultati da un campione multinazionale del mondo reale

All’ACR 2016, Vibeke Strand (Stanford University School of Medicine, Palo Alto, CA; USA) e coll. Hanno presentato uno studio cha ha avuto l’obiettivo di esplorare la relazione della felicità autoriportata con l’attività di malattia e con la limitazione funzionale in soggetti con spondilite anchilosante (SA).

Gli autori hanno precisato che i dati derivavano da un campione trasversale di reumatologi e dei loro pazienti con SA in 15 paesi. I medici hanno raccolto dati su pazienti SA che richiedevano una visita in modo consecutivo includendo la gravità valutata dal medico (Physician Assessed Severity, PA severity) (opzione: lieve, moderata, grave), la modificazione percepita del controllo (opzione: miglioramento, stabile, instabile, peggioramento) e la salute generale (0-100 VAS). I pazienti hanno completato moduli relativi all’assegnazione di punteggi all’attività corrente e al dolore, valutazioni della qualità della vita collegata alla salute (SF-36, EQ-5D) e attività di malattia (BASDAI). La domanda 9h dell’SF-36 (Q9h; dominio della salute mentale) chiede “Per quanto tempo nel corso dell’ultima settimana sei stato felice?”; le risposte “Per tutto il tempo” o “Per la maggior parte del tempo” costituivano la qualifica Felice (Gruppo 1); le risposte “Per poco tempo” o “Per niente” costituivano la qualifica Non felice (Gruppo 2); la risposta “Per un certo tempo” è stata esclusa dall’analisi. I gruppi 1 e 2 sono stati confrontati utilizzando l’analisi bivariata. La domanda 3 dell’SF-36 (Q3; dominio della funzione fisica) chiede se la salute dei pazienti li limita nell’eseguire 10 attività quotidiane.

Complessivamente,1392 pazienti hanno risposto a Q9h: 45,7% sono stati assegnati al gruppo 1 (Felici), 20,3% al gruppo 2 (Non felici). Un numero significativamente maggiore di pazienti del gruppo 2 aveva malattia moderata o grave, SA instabile o in peggioramento, uno stato generale di salute più scadente, un dolore peggiore e una SA più attiva (BASDAI più elevato) rispetto al gruppo 1 (Figura 1). Ancora: 1405 pazienti hanno risposto a Q3, e di questi il 60, il 34 e il 6% sono stati considerati dal loro medico come affetti da SA lieve, moderata e grave, rispettivamente. La proporzione di pazienti che hanno riportato “molta” limitazione in ognuna delle 10 attività è aumentata con la gravità percepita (Figura 2). Tra i pazienti con SA grave, una percentuale compresa fra il 47 il 73% risultava limitata nello svolgere normale attività fisica, come salire varie rampe di scale (SA moderata, 23-43%), e un 22-43% non era in grado di eseguire attività che richiedessero uno sforzo fisico limitato, come portare la spesa o vestirsi (SA moderata, 7-23%). L’indagine mostra anche che nei pazienti che risultavano “molto” limitati in ogni attività, l’infelicità aumentava con la gravità di malattia percepita.

Strand e coll. hanno concluso che l’infelicità nei pazienti SA è associata con una malattia più grave o attiva, e molti pazienti SA risultano limitati nella loro capacità di svolgere le attività quotidiane, con limitazioni e infelicità più comuni con una malattia più grave. Pertanto, la valutazione dell’infelicità del paziente attraverso l’anamnesi nella visita di routine può essere di ausilio nel valutare la gravità clinica, l’impatto della malattia e nell’informare le decisioni di trattamento.


Fonte:
Strand V, Alten R, Conaghan PG, et al. Unhappiness Is Related to Worse Outcomes for Patients with Ankylosing Spondylitis and Increased Impairment in Daily Life Activities, Results from a Multinational Real-World Sample [abstract]. Arthritis Rheumatol. 2016; 68 (suppl 10).


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